Antico e prezioso

Certe volte mi sembra di vivere la vita di uno hobbit.
Non avrei scommesso due centesimi sulla possibilità di apprezzare instagram, e invece… Bastava non seguire spritz e altre fessarie che fa la gente nella giornata (che poi me li potete raccontare i vostri spritz, solo non mi dice niente essere bombardata a raglio).

A un certo punto mi è sembrato di essere di nuovo su deviantart, a vagabondare tra immagini belle, solo che a bassa risoluzione. Però vabbè, anche se rosico sempre un po’ a non poter ingrandire le immagini belle, se c’è della poesia basta come spunto per fantasticare. Ho voglia di guardarmi acquerelli? Diesis-acquerello. Maioliche dipinte? Diesis-maiolica. Uccelletti panzotti? Diesis-uccellettipanzotti. Caprettecolpiagiama? E così via. Cioè, lo sapevo come funzionava, ma non che fosse così efficiente e che ci fosse una modalità per vivere Solo la parte bella. Non c’era bisogno di auto-sponsorizzarmi, era una specie di zapping solo su cose piacevoli.

E così, senza manco ricordarmi che lì dietro c’erano delle facce della gente, mi sono trovata immersa in mazzolini di fiori, piastrelle decorate e barattolini. Gli algoritmi social hanno sicuramente il merito maggiore (per forza: sto girando intorno al Paese delle Farine come gli squali intorno a una zattera), e il Fato una buona parola ce l’ha messa.

Tra barattolini di confetture artistiche, arancio che sfuma nel giallo, zafferano, descrizioni da arte e vitalità, c’era pure un’arancia tagliata a metà che somigliava a un pagliaccetto. Ha ispirato il mio acquerellino quotidiano, forse il mio unico disegno dal vero in cui non ho dovuto aggiungere nessun elemento fantastico perché era già fantasy di suo.
L’ho mandato alla creatrice delle marmellate, in privato, senza manco mostrarlo a nessuno perché appunto non lo ritenevo nemmeno una mia creazione, solo una copia della sua foto. Mi ha chiesto se sapessi “lasciarlo andare, venderlo”.
Ora, per me era proprio un disegnino sciué-sciué, un esercizietto di stile, mai mi sarei aspettata che potesse essere richiesto a pagamento. Ma, soprattutto, chiesto in quel modo: “sai lasciarlo andare?”, come se questa personcina sapesse quanto è difficile lasciare andare i propri figlioli dipinti. Non aveva senso venderlo, ma sapevo lasciarlo andare ad un’estimatrice.

“Faremo allora un baratto. Antico e prezioso”

Io, ad una proposta di baratto come questa, mi so solo sciogliere.
Il pagliaccetto è diventato un quadretto 3D con una cornicetta fatta di cartoncino incastrato, ci ho aggiunto un altro acquerello a sorpresa -molto più bello, ispirato dall’idea di tutta questa magia- e un po’ di frasette sentite struggenti. Ho spedito un pacchetto leggerissimo che tra un po’ volava via, da solo, fino a destinazione.
E qui, oggi, è arrivata una scatola di marmellate dai nomi bellissimi e imballate nella paglia.
C’è pure della zucca sott’olio che nemmeno il Re potrà mai trovarsi a cena.

Un pensiero riguardo “Antico e prezioso

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