Pausa di riflessione

Non siete voi, sono io.
Sono in pausa di riflessione con le Alpi.
Quest’anno non faremo la traversata d’Italia per le vacanze, e la cosa che fa temere un cataclisma (come se non fossero già abbastanza) è che l’ho deciso io.

Ma non è che andiamo a Formentera eh, stiamo tutti tranquilli. Io le Alpi le amo come sempre, i legnetti contorti del Putia e le cime delle Odle che mi incantavano dalla panca con la limonata della Plose… io le vorrei anche oggi. Mi farei le dieci ore di guida e anche il triplo, se le condizioni lì fossero ideali.
Ma le condizioni sono:
gente che ha sbagliato vacanza e invece che a Riccione si è trovata a strillare nei laghetti alpini;
ore buttate al supermercato perché i miei si divertono a comprare cibo che non serve e che si trova ovunque;
mattinate in posta a fare versamenti non urgenti perché a papà piace il fatto che non ci sia mai fila. Peccato che comunque ci passiamo la mattinata;
paranoie varie da ristoranti e Covid ma manco un picnic vogliono fare, che a me piacerebbe pure di più;
condizione fondamentale: impossibilità di allontanarmi per più di due ore, con conseguenza che appena arrivata nei posti belli mi siedo, muovo la testa da un lato all’altro per una visione panoramica e torno indietro;

Insomma, per l’ottanta per cento del tempo faccio la badante in situazioni non tipicamente alpine, per il venti soffro perché non posso andare dove vorrei.
Alla fine si è capito che l’unico motivo per cui ci volevano andare i miei era stare al fresco nelle settimane d’agosto.
Soluzione: quest’anno ci spostiamo più sull’asse Y che sull’X e andiamo in un agriturismo sulla montagna di fronte casa. Così loro stanno freschi e io, se proprio devo fare cose insignificanti, almeno non le faccio dopo aver guidato per dodici ore.
Che poi quel posto sarà la base strategica (nello spazio e nel tempo) di molti piani, a vari livelli di loscaggine, a breve e lungo termine, ma questo non è stato nemmeno lontanamente immaginato.

La cosa carina è stata che, dopo un mese di atmosfere cupe e tormentate a casa, abbiamo preso questa decisione quasi per caso, l’ultimo giorno prima che tornassi a Bologna. Ci siamo illuminati l’anima.
I miei ogni giorno si svegliano felici, mi parlano del pergolato del vigneto di questo nuovo posticino, sogniamo cene con provole e pizze buone, il vino dell’amico di papà che abita lì, erbette dell’orto, balconcini, brezza marina.
Addirittura mia mamma ha smesso di fare il bollettino Covid 24/24h. Ora, senza sosta, fa ipotesi sulla planimetria dell’agriturismo cercando di capire dalle foto pure dove sono i tubi dell’acqua.
Insomma, sono un po’ una figliola prodiga della mia terra.

Ho sentito una stretta al cuore quando mi sono resa conto (pochi secondi fa) che non mi farò la mia foto di rito nel tronco cavo del Putia.
Ma in fondo, se lì ci torno da sola, allora sì che impazzisco di felicità.

2 pensieri riguardo “Pausa di riflessione

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