Cozy Tanatosi

Io ho proprio bisogno di essere lasciata con me stessa per ore.
Devo dipingere, scrivere, ma anche solo leggere e perdermi, almeno dentro, visto che non posso farlo fuori. Mi ci devo proprio crogiolare nel silenzio, come se fosse un mega piumone.
La TV in sottofondo, che, come in tante case, viene tenuta accesa “per compagnia”, mi dà la sensazione che qualcuno mi stia rovesciando in testa il secchio della spazzatura. Ogni minuto di chiacchiere è come un uovo marcio spiaccicato in testa che mi cola negli occhi.
Provo a passare su programmi decenti, provo a mettere della musica “per compagnia” ma niente, mi si dice che dà fastidio e si riaccende il marcio che poi nessuno segue. Quando dico che un’eventuale sordità risulterebbe in un bilancio positivo, tra vantaggi e svantaggi, non mi crede nessuno.

Mio padre disprezza, deridendo, qualunque cosa non sia Puccini. Che andrebbe anche bene, ma non gli va bene nemmeno il concerto di Vienna perché dice che scelgono brani di Strauss che non conosce nessuno e quindi non gli piacciono. Rimediare durante l’anno, ascoltando cose nuove finché non diventano conosciute pure quelle, pare un’opzione non contemplabile. Quando poi c’è veramente roba inascoltabile, non so se è peggio la roba o lui che si lamenta della roba.

Derisione e disprezzo anche verso i panettoni artigianali perché tanto quelli del supermercato sono buoni uguale. E comunque, se pure usassero le farine del Paese delle Farine, non dovrebbe costare così tanto. Mi viene voglia di andarmene nel B&B di settembre solo per prendermi il panettone di quel forno di cui ancora sogno la pizza. Mi costerebbe un’ottantina d’euro e ce li varrebbe tutti.

Mia mamma poi, sul background di spazzatura rimacerata, legge le notizie dei vari drammi nel mondo con tono martellante, in una litania di numeri che, sparati a raffica così, nemmeno ci arrivano corretti, su quella specie di abaco che c’è nel mio cervello.
E resta solo il lamento.

Io di bilanci non ne ho mai fatti granché; facevo giusto, per impossibilità di fare altre cose entusiasmanti, una lista di momenti di gloria passati, che quest’anno è abbastanza semplice. Tra la mongolfiera e il mio ritorno segreto ad Erchie, le esplosioni di emozioni sono pure oltre la media di altri anni che pensavo ineguagliabili.

Niente bilanci, né propositi. Non chiamerei proposito questa urgenza – e chi l’avrebbe mai detto o solo pensato in questa galassia? – di dover esplorare Napoli, finalmente a modo mio. Non vedo nemmeno più indispensabile doverla affrontare con una compagnia ottima, che avrebbe dovuto aiutarmi a diluire e sopportare il peso dei vecchi traumi.
Ho urgenza di guardare le maioliche di Santa Chiara, il golfo di sera, la discesina netta tra i vicoli col mare in fondo, che avevo visto da qualche parte, non so nemmeno come si chiama, so solo che devo metterla in lista. Pensa tu se dovevo farmi, su Napoli, un programmino di sogni come per quando ero piccola e sognavo la Francia.

Non faccio quasi niente delle cose di Capodanno, me ne è sempre fregato veramente poco. Ma, nel caso in cui fosse vero che quello che fai a capodanno lo farai per tutto l’anno, questo pomeriggio sono scappata. Sono scappata dalla cucina alla camera, vabbè, ma di questi tempi non è che si possa fare molto di più. Mi sono rintanata e, con la scusa di un attacco di letargo causato dalla braciola al sugo, mi sto scialando nella mia solitudine.

Due spennellate di un’aurora boreale le darò; due righe di pensieri della mia realtà parallela li scriverò. Di quella vita alternativa che sta sulle nuvolette e le capriole di vento, oltre i tetti delle casette coi gabbiani, insieme a spighe di grano volteggianti, fiorellini di campo e piantine appena germogliate, popcorn d’artificio, bignè e poltroncine per il tè.
Così, non si sa mai, se dovesse valere il proverbio, per tutto l’anno starò a scrivere e a disegnare; mi terrò pure la condanna di poter essere libera solo scappando e fingendomi addormentata. Una specie di tanatosi, ma un po’ più cozy.

4 pensieri riguardo “Cozy Tanatosi

  1. Il tuo stato d’animo lo capisco. Questa frenesia negativa che danno le telefonate di auguri.
    Ti capisco quando scrivi di rintanarti nella tua stanza: io quando posso lo faccio e mi lascio blendire dai miei pensieri conditi di Morfeo.
    Buon 2021 e che la voglia di letargo non ti abbandoni mai del tutto

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    1. Sì, anche le telefonate sono parte martellante, anche quando sono con persone a cui vogliamo bene! Meno male che si può ricorrere alla strategia di sopravvivenza del finto letargo 🙂

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