Sfollare, ma qui

Della vacanza non ne voglio manco scrivere.
Mi bastano i pensieri di Messner, Corona, e qualunque altro montanaro si sia espresso nelle ultime settimane.
Gente che ha sbagliato strada per la riviera è capitata a strillare sui laghetti alpini, schiamazzare e fare cori ultras. Arrivavo, li vedevo (o anche peggio: li sentivo), m’incazzavo e andavo via per sempre. Se riuscivo ad arrivare un po’ in anticipo, mi godevo mezz’ora di quiete e poi “OOOOOOH IL PEDALOOOO’!” dove l’anno scorso c’erano solo due vecchi coi calzettoni di lana che pescavano le trote.

Di episodi notevoli ricordo solo che, mentre leggevo tutta beata in giardino, mi son sentita cadere una cosa in testa. Pesantina ma non da far male, pensavo a una pigna piccola. Al tatto fredda e umidiccia (e solida, cioè, con una certa corposità anche se molle, insomma non sembrava un dono di volatili generosi). Tipo un nocciolo di pesca smangiucchiato. Che poi come poteva cadermi un nocciolo di pesca smangiucchiato in testa?
Era lumaca gigante senza guscio, che intanto che cercavo di acchiapparla mi aveva inglobato per bene tutta la ciocca di capelli nella bava. Insegnamento: la bava è particolarmente tenace da rimuovere, anche con lo shampoo. Il reparto balistica suppone mi sia stata lanciata in testa (speriamo inavvertitamente) dalla signora che sistemava i fiori sul balconcino. Grandi avventure.

Il trasfertone di ritorno di 15 ore, causa code da bollino rosso e tutto esaurito negli alberghi di strada, mi ha fatto chiudere in bellezza.
Non sono mai stata così felice nella mia vita di vedere le indicazioni per Napoli.
E intanto mi è sfrecciata pure l’unica stella cadente della stagione davanti agli occhi, dopo notti di cieli coperti o troppo illuminati pure là.

A questo punto è arrivata la crisi mistica (e anche la crisi mistica perché ero in crisi mistica e non mi riconoscevo in questa versione.): esattamente, perché dovrei scappare?
Il posto meraviglioso che doveva essere la mia casa ritrovata non lo è più.
Bellissimi i giri sui colli, in questo caso meglio dei giri ai laghetti alpini, almeno sui colli schiamazzavano solo le cicale.
Ma se qua ci sono i ciucci sulla montagna di Erchie, io perché devo scappare? Se qua c’è il paese delle farine, i boschi delle fate tra i ruscelletti pieni di muschio, perché devo scappare?
Perché sono scappata? Perché devo affrettarmi a fare un biglietto per tornare a Bologna se tanto comunque lavoro da casa ma qui sono anche vicina ad una montagna con sfondo di mare con ciucci con pecore e cocozzelle e limoni sui pergolati?
Mi sembrava di aver sbagliato tutto, dal 2004 ad oggi, non sapevo uscirne più.

Poi, cercando altri fatti, ho trovato le conversazioni MSN del 2004-2005, gli anni in cui pensavo che finalmente avrei potuto campare, e invece mi rendevo conto giorno dopo giorno che erano speranze vane. Ho letto conversazioni di periodi così dimmerda che se mi fossi immedesimata un altro po’, me ne sarei scappata ora oggi subito così in mutande.
E allora finalmente mi sono ritrovata. Non avevo scelta.
Da allora, tra l’altro, non è cambiato ancora niente, se non che ho dei soldi per farmi i cacchi miei senza comunicarlo a nessuno e la possibilità di rientrare in una casa diversa da questa.

Devo solo farmi un paio di giorni da sola a Salerno in segreto, vagabondare in costiera, nei vicoletti, forse pure sulle montagne dai ciucci se fattibile, ma mi basta partire con quello che avevo ma che non potevo vivere, starmene di notte a guardare l’orizzonte senza nessuno che mi ammorbi, devo prendere la me di allora e farla vivere sfollando insieme a me adesso.

6 pensieri riguardo “Sfollare, ma qui

      1. Io e thieu a mia conoscenza, per ora. Ma noi abbiamo subito un attacco di terra, ci avevano invaso la tenda. E i vestiti. Bava di lumaconi sulle calze.

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    1. Una volta scoperto che era una lumaca, era già molto lontana. Diciamo che si gestisce meglio di altri bagarozzi, specie se volanti :D.
      Sono campana, ma Bologna ha accolta meravigliosamente 11 anni fa e ancora mi coccola. Sfogliando il tuo blog ho pescato a caso proprio il post in cui parli delle camminate in solitaria sui colli 🙂 sono state una bellezza pure per me, specie in questa primavera!

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