Carillon e fiori di schiuma

La settimana scorsa c’è stato Pennac a Bologna, a presentare il suo nuovo libro (La legge del sognatore). Pennac è un pilastro della mia Era personale pre-Bologna, e ha parlato di sogni che hanno ispirato la scrttura, e fantasticherie generali che già così potevo volergli ancora bene.
Ma nelle prime pagine del libro è descritto un sogno (che non si sa se ha sognato o inventato da sveglio) in cui dalla tv cadevano le immagini sul pavimento come fossero liquide, e si mischiavano tutte. Succedeva lo stesso in uno dei miei sogni preferiti, in cui buttavo un video di tamarri ultràs in un pentolino del latte, e poi montavo la schiuma del cappuccino, trasformandoli in una brodaglia verdastra.

Alla presentazione ci ha ricordato che i sogni vanno appuntati al mattino, prima che sfumino via; nel mio blog da piccola giovane capra l’ho sempre fatto, anche per i sogni un po’ fessacchiotti, anche per quelli che non avevano una trama spettacolare ben definita.
Dovrei riprendere a farlo qui.
C’è da dire che, quando io sogno cose interessanti, significa che nella vita reale non ho spunti di follia dall’esterno. Quindi se non faccio grandi sogni è un buon segno.

Si vede che ora però la realtà si sta un po’ appiattendo, e infatti stanotte ho sognato di essere in un paese in cui tutte le case avevano una specie di nicchia gigante sul retro, tipo quelle dei santini, ma grandi quanto la parete intera. Lì dentro c’erano fissati i carillon, cioè dei sistemi di catapulte, levette, palline che saltavano, rotolavano e azionavano delle campane. Ogni casa aveva il suo carillon, ognuno diverso e personalizzato e io stavo vagando tra le case ammirando carillons, quando ho visto delle bolle di sapone levarsi da un prato di schiuma. Di quella schiuma bellissima da vasca con le paperelle, quella in cui puoi soffiare facendo volare via fiocchetti leggerissimi. In realtà, anche se le bolle che nascevano da lì erano davvero bolle di sapone, la schiuma non era davvero schiuma ma erano dei fiori composti da mini-soffioni piccolissimi e leggerissimi, che se ci camminavi in mezzo si appiccicavano un po’ ai piedi e poi svolazzavano via.

2 pensieri riguardo “Carillon e fiori di schiuma

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