Era Meravigliosooo ♫

La teoria del twist al mondo – proposta dalla mia coinquilina Gatto – dice più o meno questo: se sei uno che dà il twist al mondo, entro la terza volta che ci incontriamo, avrai già espresso la tua unicità -cadendo, impappinandoti o facendo cose belle, anche minime.
Pirillino si era appena sistemato in casa quando ha tirato fuori la sua RoboCup “come segno di maturità”, ed eravamo entro la terza volta che ci interfacciavamo. La teoria di Gatto si è confermata millemila volte.
Io alla prima cena avevo offerto del sanguinaccio di capra, sembrava più un’iniziazione satanica, e invece a lui è parso tutto normale ed è stato solo l’inizio di una condivisione di cibo fantastico.

Probabilmente a scrivere le mie memorie dovevo iniziare prima, avremmo dovuto immortalare giorno dopo giorno ogni bellezza, ma ci sono delle pietre miliari che sono sempreverdi.

Cia(ck) – si pitta!
La prima eroica avventura è stata ridipingere le pareti della camera.
L’idea originale era fare una parete rossa e le altre grigio tortora.
Per una serie di informazioni date per scontate e passaparola venuti male, abbiamo ottenuto un grigio ebbasta invece che un tortora, ma comunque carino. Il problema è che, invece del rosso, è venuto fuori un sobrissimo Rosa-BigBabol.
Si sentiva pure il profumo di fragola finta, da quanto era Rosa-BigBabol.
Rimediato il problema BigBabol con dei secchi di vernice rossa già pronta, sembrava fosse tutto risolto e ci fosse solo da passare il rullo, attività semplice e tranquilla come era stata per il grigio. Invece stavolta il rullo lasciava dei bellissimi patacconi poco uniformi e poi la vernice è finita nel meglio dell’opera, lasciando un buco bianco, con strisciate rosse da scena del crimine, nel mezzo della parete. Pirillino ha completato con un CIA’, dove l’apostrofo era l’ultima goccia di vernice rimasta.
Sembrava che non ci sarebbe stata mai fine alla tragedia di quella parete, ricordo un momento in cui tentavamo di asciugare il rullo sgoccioloso con il phon, ogni nostra azione peggiorava le cose, e a quanto pare eravamo gli unici al mondo che non avevano mai tinteggiato pareti. Grazie ai consigli in extremis di tutti gli esperti imbianchini che non sapevamo di conoscere, alla fine è venuto un bel servizio.

Ricordo anche un momento in cui abbiamo usato il phon per asciugare il legno della finestra che puzzava. Non so, credo sia stato il periodo in cui ho usato il phon nelle maniere più improprie che ricordi.

Il resto delle imprese eroiche sono attacchi d’arte -o di scemenza-
Una sera volevo solo concludere la cena con dei pistacchi, così, per fare un po’ di chiacchiere da tombolata.
E però ho pensato che c’era bisogno assoluto di disegnare degli occhietti sui gusci, per rendere i pistacchi un po’ pac-man. Da lì, coi nostri piatti lasciati a metà, è nato un bellissimo corto in stop motion della festa di laurea di pistacchietto che, sotto effetto dell’alcool, vomitava pesto di pistacchi sul suo migliore amico, la sua fidanzata pistacchietta si preoccupava, e tutti i pistacchi tamarri guardavano lei perché erano dei morti di pistacchia. C’era pure un barista pistacchio mancino che se ne fotteva di tutti guardando la scena e sorseggiando il suo drink a distanza.

Il cast del pistacchio party.

Mettere occhi alle cose era diventato un bell’hobby, quindi un giorno abbiamo messo degli occhietti finti a tutti gli oggetti della dispensa di Gatto, documentando il tutto con una sugarplum fairy dance di sottofondo.

Partivano queste cose che non potevano essere fermate, tu parlavi di ravioli alla zucca, arrivavi agli amaretti, quindi alle mandorle, in particolare alle mandorle di albicocche, al nòcciolo di albicocche e in un attimo ti trovavi a stordire i vicini di casa con un fischietto ricavato dal nocciolo di albicocca (comprando apposta delle albicocche, per fortuna era stagione).

Pure il presepe era iniziato come una cosa carina da fare d’inverno, e poi è diventato un accrocchio di pupazzetti dell’esselunga, guardie di Star Wars col velo della Madonna, mostri pastori, bustine di paneAngeli a volare sulla grotta e una cipolla germogliata con le lucine a far da albero di Natale. Credo che quest’anno faremo un presepe a distanza.

E poi abbiamo condiviso del cibo bellissimo, bontà spadellate, infornate, cipolline borettane grigliate, allioli e aglietti marinati, burrozucchero -che sarebbero Kuign Amann bretoni- liquorini, amari e amaretti (gli amari prodotti dietro la chiesa di San Tomaso), lardo e prosciutti affettati con l’affettatrice; ma sopratutto tanti formaggi buonissimi e impestatissimi. Il meglio dei formaggi è stato raggiunto però al cinema, dove eravamo andati direttamente senza passare da casa, dopo aver fatto spesa al mercatino francese.
Io avevo un povero cristo seduto accanto che, quando alzavo il cappotto che stavo usando come copertina per il freddo, ma che copriva anche il mio zaino pieno di puzza e pestilenza casearia, avrà sicuramente pensato che avessi il colera.

Ho sottovalutato questo post, ci sarebbero da ricordare anche i video ascoltati per giorni (Le luci di Vicenza, i proprio proprio cose cose, a-uì-uè signorini, cicciput e PARL TALIAN, FATT CAPISCE!), avrei dovuto avere un blog da tanto tempo per commemorare tutto con il livello di approfondimento che merita.

E ci sarebbe da raccontare in modo meno sbrigativo eventi memorabili come la serata con le vecchie in una villa piena di talco e tarme, sperduta nel nulla e senza l’ombra di chioschetti per mangiare un panino con la porchetta; ci sarebbe un intero viaggio a Vienna con le cuccette che si sarebbero separate in direzione Foggia per chi dormiva nel verso sbagliato, e la colazione all’alba coi disorientati che hanno versato tutto il caffè del mondo sul pavimento; e tante serate, ché è vero che noi zie anziane siamo più da biblioteca che da balotta, ma le balotte pure erano belle.

Insomma, si è capito che sono diversamente sensibile ma un cuore ce l’ho, e sto elaborando a scoppio ritardato la fine di un’era di coinquilinaggio, soprattutto per il fatto che avevamo preso l’abitudine di entrare e uscire di casa a turno, come se fossimo delle statuine di un orologio a cucù.
L’era della scemenza, però, me la immagino senza fine.

Ma questi ricordi nostalgici sono niente rispetto a un’ultima una cosa, che so che avrà sempre un posto speciale nei nostri cuori, che ci scatenerà sempre una grandissima nostalgia, che solo chi ha vissuto può capire:
Sembraunpelo
Cognomenome
tutte le ossessioni-compulsioni che ci ha regalato la app di Bellamossa in una bellissima primavera di spostamenti eco-sostenibili per ottenere cinquemila buoni sconto alle terme e dall’arrotino.
Mai usati.

Bell.

4 pensieri riguardo “Era Meravigliosooo ♫

    1. Pardon, questo è uno di quei post in cui solo quelli che hanno vissuto gli eventi li capiscono al 100%, ma ogni tanto capita, lo facevo da giovane, e pure mo succede, altrimenti dovrei scrivere ininterrottamente per dieci giorni.

      Per Natale sei anche in ritardo, visto l’andazzo nei negozi. Muoviti co’ste bustine!

      "Mi piace"

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